(ANSA) – VICENZA, 29 LUG – Avrebbe imposto il ‘pizzo’ ai propri connazionali, per restare nelle aree di sosta nomadi del vicentino, un gruppo di uomini di etnia rom, nei confronti dei quali sono scattate oggi nove misure cautelari. I carabinieri di Rosà e il nucleo operativo dei carabinieri di Bassano del Grappa (Vicenza) hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Vicenza, nei confronti di tre uomini di etnia rom, e della misura degli arresti domiciliari di altri sei: Per la Procura si tratterebbe di un’ associazione a delinquere dedita all’estorsione.
    Gli indagati, appartenenti a diverse famiglie provenienti dalla città romena di Lugoj, in Italia in particolare a Rosà e Ravenna, avevano costituito una associazione per delinquere fondata sul vincolo familiare e su una gerarchia verso i “capi” del gruppo. L’indagine coordinata dalla Procura di Vicenza ha preso le mosse da numerose denunce presentate da una famiglia di etnia rom residente nel Vicentino, a partire dalle quali è stato accertato come gli indagati compissero estorsioni in denaro nei confronti dei connazionali, per consentire loro di restare , senza ritorsioni, nei territori nei quali si erano stabiliti. Le intimidazioni avvenivano con violenze, richieste di estorsioni, ostentando armi e munizioni e imponendo una sorta di ‘pizzo’,, per far pagare il quale non avrebbero esitato provocare incendi ai danni di chi non pagava. (ANSA).
   

L’articolo originale lo trovi cliccando qui