(ANSA) – VENEZIA, 14 GEN – Si gioca tutto sui numeri ospedalieri adesso il Veneto. L’ondata di Omicron spinge sui nuovi contagi, ma – a causa dei molti non vaccinati – fa lievitare le ospedalizzazioni, con reparti di area medica intasati da malati Covid, l’80% dei quali sono persone no vax.
    Il boom di ricoveri nelle ultime 24 ore, +125, è il segnale di una crisi al di là dall’essere superata. Nonostante negli ultimi due giorni il bollettino quotidiano sia sceso sotto quota 20.000: oggi i contagi sono stati 18.357 – il giorno precedente 17.956 – Tuttavia i parametri sui quali Cts e cabina di regia basano le loro decisioni sulle varie fasce di rischio riguardano soprattutto la tenuta ospedaliera. E con i numeri attuali, è tornato a confermare il governatore Luca Zaia, “il Veneto resta anche la prossima settimana in zona gialla. Aspettiamo l’ufficializzazione, ma i dati solo da area gialla, in virtù soprattutto della soglia dei ricoveri in area medica”. Dove nel frattempo perè si sono aggiunti altri 125 pazienti, per un totale di 1.727. Solo un lieve rialzo invece per le terapie intensive, 208 (+2). L’altro dato in forte crescita è quello degli attuali positivi: nella regione sono 232.482 le persone in isolamento. Resta aperta la richiesta delle Regioni di una nuova classificazione dei ‘casi’, sulla base delle linee guida indicate dall’europeo Ecdc.
    “Auspichiamo che a ore – ha detto Zaia – si decida di estrapolare dalla contabilità ospedaliera i dati di quelli che definisco i ‘Covid per caso’, ovvero quei pazienti, facciamo l’esempio della partoriente, del tutto asintomatici e che si scoprono positivi solo all’ingresso in ospedale, con l’effettuazione del tampone”.
    Una linea sulla quale si attende l’emanazione di una circolare – “al momento non c’è nessun atto formale” ha però chiarito il Ministero della Salute – che per i pazienti ricoverati in ospedale per cause diverse dal Covid, risultati positivi al test ma asintomatici, dovrebbe prevedere il loro conteggio come ‘casi’ Covid, ma non tra i ricoveri di Area Medica Covid.
    E mentre a livello nazionale la variante Omicron si conferma ormai predominante – il 3 gennaio scorso aveva una prevalenza stimata all’81%, con una variabilità regionale tra il 33% e il 100% – sul fronte vaccinale il Veneto si avvicina al giro di boa di metà popolazione (44,5%) nella somministrazione delle terze dosi/booster (ANSA).
   

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