(ANSA) – VENEZIA, 14 GEN – Il 2021 si chiude in Veneto con un saldo occupazionale positivo per 39.700 posti di lavoro dipendente, grazie soprattutto all’andamento della seconda metà dell’anno, quando l’atteso rimbalzo economico seguito al crollo del 2020 ha spinto anche il mercato del lavoro regionale. Il dato emerge dalla “Bussola di Veneto Lavoro”.
    A crescere non sono solo i contratti a termine (+38.500) ma anche i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, protetti da cassa integrazione e divieto di licenziamento, seppure con un saldo meno positivo rispetto al 2019.
    La domanda di lavoro si è invece fermata su volumi inferiori al 2019, con un calo delle assunzioni del 9%, soprattutto a causa dell’andamento registrato nei primi mesi dell’anno. La flessione si è concentrata nell’occhialeria (-30%), turismo (-22%), concia (-17%) e commercio (-10%), ma vi sono incrementi anche rilevanti: macchine elettriche (+17%), industria chimica e plastica (+11%), attività culturali (+12%) e servizi finanziari (+11%). Il mese di dicembre ha confermato l’inversione di tendenza della seconda parte dell’anno e ha fatto registrare un +5% delle assunzioni. Analogamente, le cessazioni di rapporti di lavoro si sono confermate in flessione (-11%), con una netta prevalenza di quelle per fine termine (il 52% del totale) e delle dimissioni (34%). Queste ultime sono però in aumento del 9% rispetto al 2019, in virtù soprattutto di una rinnovata dinamicità del mercato del lavoro che consente a molti lavoratori di trovare altrove migliori condizioni di impiego. Anche per effetto del divieto, i licenziamenti economici individuali e collettivi risultano dimezzati rispetto al 2019. Lo sblocco del 31 ottobre, dopo quello parziale del 30 giugno, sembra aver provocato i temuti scossoni: da luglio ad oggi ne sono stati effettuati circa 9.400 rispetto ai 16.000 del 2019 e ai 15.000 del 2018.
    (ANSA).
   

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