(ANSA) – VENEZIA, 13 MAG – I sindacati chimici di Porto Marghera hanno attuato da ieri un presidio continuo dello storico “Capannone del Petrolchimico”, la struttura luogo delle attività sindacali del polo industriale veneziano, dopo l’approvazione da parte del Consiglio comunale dell’acquisto dell’edificio.
    L’iniziativa è stata presa per protesta contro il mancato coinvolgimento delle organizzazioni del lavoratori nei progetti di futuro utilizzo del Capannone, dove tuttora si svolgono assemblee e incontri e vi sono testimonianze e documenti storici delle ‘battaglie’ sindacali.
    Il complesso immobiliare verrà acquisito dalla società Eni Rewind per una somma simbolica, 3.920 euro; il Comune ha previsto interventi di manutenzione straordinaria e di adeguamento impiantistico per 320.080 euro entro cinque anni. La delibera è passata ieri in Consiglio comunale con 23 voti favorevoli della maggioranza di centrodestra, mentre l’opposizione non ha partecipato al voto.
    Sull’operazione ha avanzato critiche il segretario veneto del Pd, Andrea Martella, secondo cui in Capannone del Petrolchimico rappresenta “un patrimonio identitario della città, del Veneto e del paese che non è possibile liquidare con una semplice delibera di acquisto da parte del Comune e senza un’idea precisa sul suo futuro. Deve rimanere un luogo pienamente utilizzabile dai sindacati e dai lavoratori e la sua destinazione va messa, questa sì, al più presto nero su bianco”.
    Solidarietà ai sindacati è stata espressa dall’on. Nicola Pellicani (Pd), il quale ha sottolineato che “Porto Marghera non è un museo ma un luogo vivo dove lavorano oltre 12 mila operai e il capannone è lo spazio dei lavoratori, dove da decenni svolgono incontri e assemblee”. (ANSA).
   

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